Anche Facebook ha i suoi punti deboli

Mancanza di un servizio mobile che generi profitti, tutela della privacy, censura, concorrenza. Sono solo alcuni dei pericoli che corre Facebook

Facebook si quota in borsa per 5 miliardi di dollari. Si tratta certamente di un traguardo molto importante, ma – come evidenziato da TechCrunch – questo non vuol dire che il social network sia al riparo da rischi in grado di minacciarne la solidità, rischi individuati nel file presentato dall’azienda al momento della quotazione. Si va dalla mancanza di un servizio mobile in grado di generare profitti ai pericoli connessi all’approvazione di leggi sulla privacy o ad azioni di censura da parte dei governi, fino ad arrivare alla sempre più agguerrita concorrenza da parte di Google +, Twitter e Microsoft, solo per citare alcuni nomi.

Mobile

Facebook ammette che il suo fatturato e i suoi risultati finanziari possono essere influenzati negativamente dall’aumentare degli utenti che utilizzano l’app mobile. La piattaforma per smartphone, in altre parole, non genera entrate, non essendo pensata per ospitare inserzioni pubblicitarie. L’unica soluzione sembra quella di inserire gli ads anche nella versione mobile, ma – poiché non sarà facile far accettare l’idea agli utenti – limitando al minimo la loro presenza.
C’è poi un altro problema: la app mobile di Facebook dipende da sistemi operativi – Android,  Blackberry e Apple – che l’azienda non ha modo di controllare. Eventuali variazioni di questi sistemi operativi potrebbero far incorrere la piattaforma in bug o attribuire un trattamento preferenziale a prodotti della concorrenza, influendo negativamente sull’uso di Facebook su dispositivi mobili. Potrebbe quindi diventare necessario per Facebook sviluppare un proprio sistema operativo mobile.

Concorrenza

La concorrenza costituisce una minaccia costante per il successo dell’attività svolta da Facebook. E non si parla solo di aziende come Google, Microsoft e Twitter – che offrono una vasta gamma di prodotti Internet, servizi, contenuti e offerte pubblicitarie online – perché il pericolo proviene anche da piattaforme alternative come V Kontakte e Weibo che grande successo stanno riscuotendo in paesi come Russia e Cina.
Da non sottovalutare, inoltre, un ulteriore fattore di rischio: Zynga, l’azienda che è diventata famosa per Farmville e che offre le piattaforme di giochi ospitate da Facebook, contribuisce al 12% dei proventi incassati da quest’ultimo. Non è difficile quindi immaginare le conseguenze di un eventuale divorzio tra le due company.

Censura e privacy

I governi di uno o più paesi possono cercare di censurare i contenuti disponibili su Facebook, limitare l’accesso a Facebook o imporre altre restrizioni, come è successo in Cina, Iran e Siria. Le politiche di censura frenano – come è ovvio – la crescita del social network, bloccando l’accesso allo stesso da parte degli utenti.
Nei paesi democratici, Facebook deve invece scontrarsi con le leggi in materia di tutela dei dati personali. Le normative di Europa e Stati Uniti sono molto differenti tra loro, sono soggette a continue modifiche e sono spesso di interpretazione incerta e il social network potrebbe avere non pochi problemi nell’adeguarvisi.

Persone

Tra i motivi di preoccupazione ci sono anche gli utenti. Facebook dovrà con il tempo affrontare una inevitabile diminuzione del numero totale di iscritti, ma deve necessariamente fare in modo che il numero di utenti attivi continui a salire, perché è proprio dalla quantità di informazioni pubblicate ogni giorno che l’azienda trae i suoi profitti.
Ma tra le persone non ci sono solo gli utenti: non vanno dimenticati, infatti, coloro che lavorano all’interno dell’azienda. Fare affidamento su figure di grade forza e rilevo come quelle di Mark Zuckerberg o Sheryl Sandberg è molto rischioso, perché una decisione, da parte loro, di abbandonare il progetto o di passare alla concorrenza avrebbe conseguenze disastrose.

Insomma, sembra che neanche gli 850 milioni di profili esistenti e la quotazione in borsa dell’azienda siano in grado di regalare la serenità al social network più diffuso al mondo.

One thought on “Anche Facebook ha i suoi punti deboli

  1. pare che effettivamente l’introduzione degli annunci pubblicitari nelle applicazioni per i dispositivi mobili sia solo questione di settimane

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